Il Natale quando arriva, arriva

Siamo a fine novembre, autunno inoltrato, con le foglie che cadono, la pioggia battente e tutto il resto. Eppure da qualche giorno in giro c’è qualcosa di strano, di inatteso, che lascia la sensazione di una stonatura.
Lo si avverte quando gli scaffali del supermercato cominciano a riempirsi di panettoni e pandori; quando fermandosi per un caffè in autogrill si incontra un fastidioso albero parlante che sembra divertirsi suonando e augurando “Merry Christmas!”; quando alla radio si sente Bublè cantare “Santa Claus is coming to town”…
Controllando il calendario e vedendo che manca ancora un mese a Natale è istintivo chiedersi se non sia un po’ troppo presto per scomodare quel grasso e anziano signore vestito di rosso.
La festa del Natale ha le sue origini in celebrazioni molto antiche ed è entrata a far parte della tradizione cristiana e della cultura occidentale. Tutti sanno che si festeggia il 25 dicembre, ma l’atmosfera natalizia si comincia ad avvertire molto tempo prima.
Non è solo una questione di addobbare l’albero, montare il presepe o scambiarsi gli auguri con parenti e amici. Il Natale è preannunciato soprattutto dagli spot pubblicitari pieni di cappelli rossi, barbe finte, renne e slitte, dalle gioiose melodie che pervadono ogni luogo, dai grandi film tematici che riempiono tv e cinema e, negli ultimi anni, dalla spiritosa comparsa di graziosi babbi natale appesi alle grondaie o impalati sulle ringhiere.
Ma c’è una cosa che più di tutte caratterizza questo periodo: le luci di Natale!
Sono le lucine colorate ad illuminare e “riscaldare” le nostre case, i nostri giardini, le nostre città, i nostri centri commerciali. Sono loro a contribuire maggiormente all’atmosfera di festa, al far nascere quella sensazione di essere in un periodo speciale dell’anno.
Vi è mai capitato di chiedervi quanta energia consumino quelle migliaia di lampadine, led e neon che per circa un mese restano accesi ininterrottamente?
Quante sostanze inquinanti vengono immesse nell’ambiente per produrre questa energia e i materiali che compongono gli addobbi natalizi?
Quale sia l’utilità sociale di mantenere accese le luminarie, sia quelle domestiche sia quelle da esterno, anche quando nessuno ne può godere?
Quanto costi, in termini economici, il mettere in piedi tutta questa scenografia?
Diversi comuni, in Italia e all’estero, si sono fatti due conti e, d’accordo con le associazioni dei negozianti locali, hanno deciso di ridurre i fondi destinati alle illuminazioni natalizie, restringendone l’installazione nei soli centri storici e limitandone l’accensione a solo poche settimane e fasce orarie. Una scelta di buonsenso che permette di ridurre i costi economici e ambientali e garantire al contempo il senso di festività che al contrario si perde quando una situazione non è più eccezionale, ma perdura per mesi.
Cari consumatori non preoccupatevi, perché i centri commerciali, gli outlet e le catene della grande distribuzione non vi faranno mai mancare la “vostra” atmosfera natalizia. Non c’è niente di meglio di un ambiente gioioso, accogliente, pieno di luci colorate, canzoncine in sottofondo e visi sorridenti per invogliare le persone a comprare, comprare e comprare. Perché in questo periodo siamo tutti più buoni, non dobbiamo scordarcelo, dobbiamo acquistare i regali e approfittare delle promozioni natalizie.
E poi, speriamo che nevichi.
Questo rimane dello spirito del Natale, con buona pace di Dickens. E pure delle due povere bestie che hanno appena scoperto di dover passare al freddo quella notte di 2000 anni fa…
Tra poco cominciano i saldi, buon Natale a tutti!